MIDI: cos’è, come funziona e come si usa

Cos'è il MIDILa tecnologia MIDI è stata un’importante rivoluzione nel mondo della musica elettronica, e non solo.

In questo articolo parleremo di che cos’è il MIDI, come funziona, le sue specifiche e le caratteristiche di questo linguaggio.

Che cos’è il MIDI

Il MIDI, acronimo di Musical Instrument Digital Interface, è un protocollo standard che consente il collegamento e la comunicazione tra più strumenti musicali elettronici.

Essenzialmente, è un linguaggio informatico basato sullo scambio di messaggi e informazioni tra hardware.

MIDI Logo

Come funziona il MIDI

All’interno del protocollo MIDI, gli strumenti possono essere di due tipi:

  • Dispositivi di controllo (Controller) che servono a generare i messaggi MIDI, ad esempio una Tastiera MIDI muta o un Controller.
  • Dispositivi sonori (Sound Module), che utilizzano i messaggi MIDI per produrre o modificare suoni. Questi possono essere Sintetizzatori, Drum Machine, Delay, Riverberi ed altri effetti.

Immagina ora di collegare una Tastiera MIDI (controller) al tuo computer (sound module). Carica il tuo synth preferito nella DAW. Ogni volta che premerai una nota sulla tastiera, quest’ultima invierà un messaggio al computer che genererà il suono. Nel messaggio generato dalla tastiera non vi è alcun suono, bensì un codice numerico binario. Questo codice contiene le informazioni su quale nota suonare, e in che modo deve essere suonata. 

Poiché il MIDI si esprime mediante i numeri, è necessario capire la convenzione adottata. Questa prevede che qualsiasi comando, come ad esempio il Volume, venga indicato con valori compresi tra 0 e 127.

Ciò significa che se volessi abbassare totalmente il volume del mio strumento, o synth, il messaggio che manderò conterrà come valore 0. Se invece volessi alzare il volume al massimo, il messaggio conterrà come valore 127. 

Inoltre, il protocollo MIDI prevede 16 canali indipendenti per connettore. É possibile così inviare 16 messaggi diversi contemporaneamente tramite un’unico cavo. In questo modo possiamo suonare, ad esempio, più parti sovrapposte di un brano come Basso, Batteria e Piano.

synth midi

I messaggi MIDI

Esistono due grandi famiglie di messaggi:

  • Channel Message (messaggi di canale): sono messaggi indirizzati a canali specifici (da 1 a 16).
  • System Common Message (messaggi di sistema): sono messaggi che nono sono indirizzati a un canale specifico, e quindi sono ricevuti da tutti.

Fanno parte dei Channel Message: Note On, Note Off, Program Change (per cambiare preset), Control Change (messaggi concepiti per trasmettere valori che variano nel tempo), e molti altri.

Sono invece System Common Message: SPP (Song Pointer Position), Song Select Message, MTC (MIDI Time Code).

Un po’ di storia

Alla fine degli anni ’70, quando non esisteva nessuna DAW, nessun plugin o controller, la musica elettronica veniva prodotta utilizzando Synths e Drum Machine analogiche. Sul mercato erano presenti moltissimi produttori e una grande varietà di strumenti hardware, ognuno con caratteristiche e funzioni diverse. Ciò rendeva difficile interfacciare questi strumenti tra loro.

Il MIDI, introdotto agli inizi degli anni 80, nasce proprio per rispondere alla sempre crescente esigenza di un linguaggio standard, che permettesse di connettere e far comunicare strumenti di diverso tipo e marca tra loro.

Inizialmente l’Audio Engineering Society rilasciò un’altro protocollo, l’USI. Successivamente venne introdotto il protocollo MIDI, che divenne lo standard per tutte le case produttrici di strumenti musicali.

Nel 1983 arrivano sul mercato i primi synth compatibili, come il PROPHET 600 e il celebre Yamaha DX7 basato su sintesi FM (se non conosci la sintesi FM, la spieghiamo nell’articolo “5 suggerimenti per diventare Sound Designer”).

Solo nel 1985, però, la IMA (International MIDI Association) pubblicherà le specifiche del MIDI 1.0, istituendo lo standard del protocollo che conosciamo oggi.

Prophet 600

Yamaha DX7

Interessante è il fatto che dopo oltre trent’anni dalla nascita, le specifiche sono rimaste pressoché invariate. Ciò fa capire il valore e il ruolo che questo nuovo linguaggio ha avuto, e ha tutt’ora, nel mondo musicale.

Connessioni MIDI 

Tutti gli strumenti musicali compatibili possiedono un’interfaccia MIDI. Quest’ultima è composta da tre connettori:

  • MIDI IN: si occupa di ricevere i messaggi, che verranno poi interpretati.
  • MIDI OUT: connettore dedicato a inviare i messaggi.
  • MIDI THRU: duplica i messaggi ricevuti dal MIDI IN, e può quindi mandarne una copia a un’altro dispositivo. Utile per collegare più strumenti in cascata.

MIDI - Interfaccia MIDI

Il collegamento tra i diversi strumenti viene effettuato tramite cavo con connettore DIN a 5 poli. 

MIDI - Cavo MIDI

Per interfacciare una tastiera MIDI con un synth esterno, ci basterà collegare l’OUT della tastiera, all’IN del nostro synth, come vedi in questa immagine:

MIDI - Connesione Tastiera MIDI e Synth

 

Se, inoltre, volessimo controllare due synth diversi contemporaneamente tramite un’unico dispositivo, ci basterà connettere il THRU del primo synth nell’IN del secondo. Vedi immagine:

MIDI - Connessioni Tastiera MIDI e Synth in cascata

É anche possibile connettere un dispositivo MIDI tramite cavo USB, come nel caso della tastiera collegata al computer.

MIDI - Connesione Tastiera MIDI computer tramite cavo USB

Conclusioni

Dopo oltre trent’anni, il protocollo MIDI è ancora uno standard. Questo dimostra l’universalità di questo linguaggio.

E’ largamente utilizzato in tutti gli studi, e soprattutto è un linguaggio versatile, che può essere modificato e adattato molto facilmente. Lo si può fare con i propri controller e synth, ma anche tramite la nostra DAW.

Non serve entrare in tecnicismi per imparare ad utilizzare il MIDI perché funziona pressoché in modo automatico. Sarà necessario però riuscire a programmarlo nel caso volessimo pilotare più dispositivi contemporaneamente.

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2 commenti su “MIDI: cos’è, come funziona e come si usa”

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