Massive X: Recensione

massive x recensione italianoIl primo Massive fu rilasciato dodici anni fa, ed ebbe un’enorme successo che nemmeno Native Instruments aveva previsto.

Oggi è tempo di conoscere il suo degno successore: il nuovissimo Massive X.

Il primo Massive era dotato di tre oscillatori, numerose forme d’onda, e innovative sorgenti di modulazione, che hanno contribuito allo sviluppo di alcuni generi musicali come Dubstep, Techno e Drum & Bass.

Tuttavia dopo tutti questi anni, altri soft synth come Serum (Xfer Records) e Pigments (Arturia) hanno superato Massive su molti fronti. Di tutta risposta Native Instruments ha sviluppato e rilasciato il suo successore, Massive X, atteso ormai da molto tempo.

Noi di Kina Records lo abbiamo provato e questa è la nostra recensione.

Native Instruments Massive X

 

Interfaccia grafica di Massive X

Massive X è un synth wavetable, e dal punto di vista grafico è totalmente diverso dal vecchio Massive, come puoi vedere in questa immagine.

massive x synth

É composto da diverse zone.

Partendo dall’alto la prima è l’Header in cui compare il nome del preset che stiamo utilizzando e sedici knob, simili ai controlli macro di Serum, liberamente assegnabili a diversi parametri, anche contemporaneamente.

header

Al di sotto dell’Header vi è la sezione Audio Models, in cui troviamo i due Oscillatori principali, e a destra due Noise generator e un Filtro.

oscillatori e filtri

Vi sono poi altri sei Slot effetti liberi (tre Insert FX e tre Unit FX), che possiamo utilizzare a piacimento con diversi moduli a disposizione.

slot effetti

Al centro è stata posizionata la Navigation Bar, ovvero la barra di navigazione che ci permette di scegliere quale sorgente di modulazione visualizzare nel Editor sottostante e a quale parametro assegnarla. Per fare ciò, basterà fare drag and drop sul parametro che desideriamo modificare, come nel buon vecchio Massive.

navigation bar

Infine nella parte inferiore vi è l’Editor in cui visualizziamo la sorgente selezionata nella Navigation Bar e la finestra Routing, dove possiamo appunto modificare il routing del segnale all’interno del synth.

editor

Possiamo dire che graficamente è stato fatto un grande passo avanti rispetto a Massive, la nuova GUI, altamente personalizzabile, anche se non immediatamente intuitiva, risulta semplice e funzionale.

Forme d’onda ed effetti

Massive X mette a disposizione oltre 170 Wavetable (le wavetable contengono cicli di forma d’onda), permettendoci di sperimentare e creare nuovi interessanti suoni. Per ogni singolo oscillatore possiamo scegliere l’inizio di riproduzione della wavetable e come questa viene letta e riprodotta.

Vi sono poi altri sei slot liberi che possiamo utilizzare come ulteriori oscillatori o come frequency shifter, bit crusher e molto altro. Anche all’interno dei noise generator possiamo scegliere tra moltissimi noise diversi.

Tutto ciò rende Massive X uno strumento molto potente e versatile, ottimo per il Sound Design.

Sorgenti di modulazione

Oltre ai classici LFO (ce ne sono ben cinque) e inviluppi, vi è la sezione Performers, che amplia notevolmente le potenzialità di Massive X. Quest’ultima ci permette di disegnare il comportamento di un parametro nel tempo per una lunghezza massima di otto battute. Ce ne sono tre indipendenti tra loro, assegnabili anche allo stesso parametro.

massive x performers

Un’altra funzione interessante è il Key Tracking: i Tracker permettono di modificare i parametri a cui sono assegnati in base all’altezza della nota, al valore, più o meno alto di velocity, e molto altro ancora.

Anche gli LFO all’interno di Massive X possono essere di due tipologie diverse: Switcher e Random. Nel primo caso si tratta di un comune LFO in cui possiamo scegliere la frequenza e il tipo di forma d’onda, mentre, in modalità Random, si tratta di un LFO che genera valori casuali. Tutte le sorgenti di modulazione sono visibili nella sezione Editor.

Massive X Routing

Forse la novità più interessante di Massive X è la sezione Routing. Visualizzabile anch’essa nell’Editor, in Routing possiamo modificare il percorso del segnale all’interno di Massive X.

Possiamo infatti scegliere la posizione di ogni singolo modulo all’interno della catena audio e come collegarli tra loro. Qui è chiara la filosofia alla base di Massive X, un synth semi-modulare con un controllo quasi assoluto di ogni suo parametro.

massive x routing

Conclusioni

Nonostante vi siano ancora miglioramenti da fare sia a livello grafico (di fatto manca un feedback visivo di quello che si sta facendo) che a livello di funzionalità (l’impossibilità di importare le proprie forme d’onda), Massive X entra a gamba tesa nel mercato dei Soft-Synth, introducendo un synth dalle sonorità e timbri nuovi.

Massive X è disponibile per MacOsXWindows al costo di 199€, ed è possibile acquistarlo sul sito Native Instruments. E’ inoltre incluso nei pacchetti Komplete 12, Komplete 12 Ultimate, e Komplete 12 Collector’s Edition. Attualmente non è ancora disponibile la modalità Standalone.

Con questa recensione di Massive X abbiamo cercato di mettere in luce i punti di forza di questo nuovissimo synth. La sua indiscutibile qualità sonora e le infinite possibilità, lo rendono uno strumento validissimo sia per la produzione musicale che per il più estremo sound design.

Ancora una volta Native Instruments ha dimostrato di capire le esigenze dei Music Producer e di saper creare prodotti di qualità.

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